La disciplina della maratona
Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Mio padre giocava a rugby e, crescendo, ho praticato diversi sport — tennis, squash, un po’ di corsa e, più tardi, sci. Ma il calcio è sempre stato una costante: a scuola, all’università e poi in Italia, dove ho continuato a giocare per molti anni.
Lo sport che mi ha insegnato di più, però, è arrivato molto più tardi. Ho corso la mia prima maratona a 50 anni. L’ultima, Londra nel 2021, è finita senza arrivare al traguardo: alla fine ha vinto un’anca artrosica.
La maratona mi ha insegnato qualcosa che gli altri sport non mi avevano insegnato. Non c’è dove nascondersi. Non esiste il rimbalzo fortunato del pallone. Contano preparazione e costanza — e da soli sono molto più difficili.
Entrare nel Monza Marathon Team ha cambiato tutto. Ritrovare lo stesso gruppo alle 6:33 ogni martedì e giovedì mattina mi ha dato la struttura e la disciplina per continuare, settimana dopo settimana.
La maratona non perdona. Se non ti sei preparato, prima o poi se ne accorge. È una lezione che va ben oltre la corsa.